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Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles 2

La sezione moderna può vantare anche il celeberrimo ritratto di Marat di David ma il maggior interesse l'ho provato per le opere contenute nel museo Fin de Siecle, periodo storico per me di grande fascino. Ne indico alcune.   All’alba di Charles Hermans può essere definita una tela di denuncia sociale: rappresenta dei borghesi che all’alba, appunto, dopo una notte di gozzoviglie, escono da un locale incrociando un gruppo di poveri che si stanno invece recando al loro faticoso lavoro. Mentre uno dei ricchi, probabilmente ubriaco, è distratto da due procaci ragazze che lo vogliono trascinare con sé, l’altro pare rivolgere uno sguardo consapevole e colpevole verso gli umili e dignitosi membri della working class. D’effetto lo spunto fornito dalla ragazza povera, vestita con modestia, che fissa il proprio sguardo sul ricco abito di una delle giovani donne gaudenti, sguardo non certo di riprovazione. Il grande formato del dipinto, riservato ai quadri di soggetto stori...

Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles 1

All’ingresso del museo, anzi dei musei, vi è una vasta sala dalla quale si accede appunto alle varie sezioni (arte antica, moderna, Magritte, ristorante, ecc.). Vi sono esposte alcune opere tratte dalle collezioni moderne, tra le quali Le Figlie di Satana di Egide Rombaux, titolo inquietante per una imponente scultura di tre donne che richiamano vagamente le pose classiche delle Tre Grazie ma con un ambiguo sentore di lascivia e peccato (inevitabile visto il tema). Vi sono poi dipinti simbolisti di grandi dimensioni di Constant Montald: di una certa efficacia – puramente estetica – La Barque de l’Ideal per il gioco dei colori applicati alle cortecce bronzee dei tronchi degli alberi e l’argenteo fiorire dei rami. Meno convincente La Fontaine de l’Inspiration con le evanescenti figure umane che sembrano applicate a posteriori sulla tela. Vi sono anche vaghi riferimenti ai tardi Preraffaelliti in alcune di esse. Salendo alla galleria dedicata ai ma...

Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia

Numerose le opera di rilievo che non avevo avuto occasione di ammirare in una precedente visita data la chiusura di numerose sale. Si inizia coi Borghesi di Calais di Rodin passando per il decadentismo di Marius de Maria e la sua Egloga tornando alla scultura con Wildt Carattere Fiero – Anima Gentile. menzione d’onore per il pezzo forse più famoso del museo, la Salomè di Klimt e affatto diversa bellezza femminile nella sensuale Venere nascente, circondata da paffuti amorini, di Ettore Tito.  Meno inquietante del solito Khnopff con un ritratto femminile e simbolismo religioso nel Giogo di Chini, dove le fatiche dell’uomo e degli animali nell’aratura dei campi sono riecheggiate in un cielo filamentoso dalla figura di Cristo che porta la croce. Ancora Rodin con il celeberrimo Pensatore e numerosi altri pezzi di Wildt, sempre pregevoli. Splendide le Signorine di Casorati, in particolare la giovane in abito azzurro. ...

LIBERTY IN ITALIA - PALAZZO MAGNANI Reggio Emilia

Mea culpa: non avevo verificato gli orari di apertura ma al momento dell’acquisto del biglietto (intorno a mezzogiorno) non sono stato avvertito che la chiusura sarebbe avvenuta alle 13, con lunga pausa sino alle 15, e così, appena iniziata la visita, sono stato avvisato dal personale che di lì a poco sarei dovuto uscire. Sarebbe opportuno non dimenticare che ci sono visitatori (quorum ego) che vengono da lontano e che non possono tornare o trattenersi a loro piacimento. Un po’ più di attenzione e professionalità non guasterebbero. Sono comunque tornato alla riapertura per completare la visita e la prosecuzione non ha mantenuto le aspettative che erano state sollevate all’esordio. Non chiarissimo l’inizio del percorso espositivo e particolarmente fastidiose le etichette esplicative su carta lucida che complice una illuminazione scarsa ma sapientemente orientata creavano un riflesso tale da renderle leggibili solo con diverse contorsioni. Di estremo interesse comunque la sezione ded...

STORIE DELL'IMPRESSIONISMO - Treviso, Museo di Santa Caterina

Fantin-Latour R itratto di Eva Callimachi-Catargi lo sfondo neutro concentra l’attenzione sui bianchi dell’abito e le tonalità di rosa della scollatura, viso e mani della modella. Notevole il contrasto con la capigliatura corvina e le ombre degli occhi. Ammetto che è difficile mostrare qualcosa di nuovo parlando dell’impressionismo vista la quantità di mostre riconducibili al movimento ma in questo caso pare proprio che siano stati raccolti esempi sotto certi aspetti “minori” pur se di mano dei grandi maestri della corrente in specie se raffrontati alle classiche vedute di Hiroshige e Hokusai (che rimangono i pezzi più interessanti della mostra) e alle opere della Scuola di Barbizon o addirittura accademiche (Ingres, Bouguerau). Da menzionare comunque il sempre straordinario effetto di luce sulla  Scogliera a Etretat e la sensazione di gelo che promana dall’effetto di neve sui covoni di Monet oltre ad un paio di Sisley. ...