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Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia

Numerose le opera di rilievo che non avevo avuto occasione di ammirare in una precedente visita data la chiusura di numerose sale. Si inizia coi Borghesi di Calais di Rodin passando per il decadentismo di Marius de Maria e la sua Egloga tornando alla scultura con Wildt Carattere Fiero – Anima Gentile. menzione d’onore per il pezzo forse più famoso del museo, la Salomè di Klimt e affatto diversa bellezza femminile nella sensuale Venere nascente, circondata da paffuti amorini, di Ettore Tito. 




























Meno inquietante del solito Khnopff con un ritratto femminile e simbolismo religioso nel Giogo di Chini, dove le fatiche dell’uomo e degli animali nell’aratura dei campi sono riecheggiate in un cielo filamentoso dalla figura di Cristo che porta la croce. Ancora Rodin con il celeberrimo Pensatore e numerosi altri pezzi di Wildt, sempre pregevoli. Splendide le Signorine di Casorati, in particolare la giovane in abito azzurro.



 Belle opere di Arturo Martini tra le quali la Natività di Maria. Ritorno dai campi di Carrà e Ragazza con scodella di Sironi. Un nudo di Bonnard e poi la bella Donna al caffè di Donghi, icastica definizione di tempo sospeso che sembra essere trattenuto anche dalle dita intrecciate in grembo. Piacevole sorpresa ritrovare uno degli indecifrabili “paesaggi” di Tanguy mentre le sale successive escono dal radar dei miei gusti.

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