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Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi - Basilica Palladiana Vicenza


Tra i miei pittori preferiti, attendevo con impazienza di poter visitare la mostra a lui dedicata a Vicenza e le aspettative, per quanto alte, non sono andate deluse. Affascinante la sede espositiva, la Basilica Palladiana appunto, e davvero cortese ed efficiente lo staff in servizio. È praticamente impossibile selezionare solo alcune tra le numerose opere presenti: andrebbero mostrate praticamente tutte. Il percorso di visita è suddiviso in diverse aree tematico-cronologiche che danno conto dell’evoluzione dell’artista , dagli esordi influenzati dal Secessionismo viennese – che ben conosceva – sino al declino nell’ultima fase della sua carriera. Pannelli esplicativi chiari e concisi illustrano efficacemente i vari periodi.
Il Klimt di Ca’ Pesaro Giuditta II era visibile in questa mostra insieme ad un klimtiano, appunto, Casorati La Preghiera.






Una frase sempre scritta da Casorati ad una amica “Non dipingo più che le immagini che vedo nei sogni “ trova conferma nel suo Notturno.



 Racchiusa in una sontuosa cornice in tessuto spicca L’Amazzone di Guido Balsamo Stella mentre ampie campiture di colore caratterizzano Femmina Rossa Fernande Olivier, ancora di Oppi, ritratto che evidenzia i magnetici occhi a mandorla della donna modella e amante di Picasso.  



 Mirabile il Ritratto di donna di Umberto Moggioli: il viso emerge dallo sfondo neutro mentre si volge a lanciare uno sguardo allo spettatore.


Alla Cezanne il Paese con porto  costruito con forme geometriche, totalmente diverso dal più tardo Paesaggio Cadorino, che riprende  la tradizione quattro-cinquecentesca dei maestri italiani.



Simbolico il Paesaggio di Montagna (L’Albero) affermazione della volontà della vita contro le rocce che pare vogliano soffocare le radici. Dipinto nel 1922 dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, cui Oppi aveva partecipato, non pare difficile comprenderne appunto il messaggio simbolico. Sempre bello poter rivedere Il pasto frugale di Picasso richiamato da Le due sorelle di Oppi.




La sezione dedicata al movimento Novecento mostra tra gli altri Piero Marussig Toilette e il Malerba de L’attesa. Ancora Donghi Donne per le scale e due nudi, Donna allo specchio di Bortolo Sacchi e Nudo allo specchio di Sironi.





Tanto affascinante quanto misterioso Le amiche di Oppi con il gioco di sguardi – incluso quello della statua – che non si incontrano nonostante siano a stretto contatto. Dai tratti Ingresiani il nudo di spalle presente in I tre modelli di Edgardo Sambo Cappelletti.







Diversi i ritratti della moglie e della sorella di Oppi ma mi attraggono particolarmente la Figura femminile di profilo, La ragazza cadorina e la vitalità che traspare dalla Pastorella. Una donna affascinante e misteriosa ritratta sullo sfondo di Venezia nella Straniera di Bortolo Sacchi.



Il titolo è Donna con collana ma Guido Cadorin ha reso il gioiello più simile ad un nodo scorsoio dando un che di inquietante a questo nudo. Alquanto discinte le Amazzoni nella versione di Oppi accanto al tripudio di nudi del Concerto di Casorati ma non è da meno la celebrazione della bellezza muliebre in La sera romagnola.


 Marussig ripropone un tema dei più classici nella Venere addormentata/Nudo con cagnolino e Oppi prosegue nell’elogio della seduzione femminile con La figlia di Jefte Nudo femminile (Allegoria della musica).


In chiusura Adamo ed Eva: scacciati dall’Eden l’uomo è annichilito e accasciato mentre la donna, nonostante tutto, volge lo sguardo verso il futuro.

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