Passa ai contenuti principali

DAI ROMANTICI A SEGANTINI - Storie di lune e poi di sguardi e montagne. Capolavori dalla Fondazione Oskar Reinhart Padova, Centro San Gaetano

 


Robert Zünd Prato al sole (1856) Si riesce a percepire la frescura dell'ombra creata dal rigoglioso fogliame dell'albero in primo piano contrapposta al calore del prato in pieno sole.

Di stampo più intimista il coevo Paesaggio con uomo e cane , questi ultimi immersi, quasi assorbiti dalla vegetazione.



Anche nell’opera di Friedrich Paesaggio con albero di quercia e cacciatore la figura umana è praticamente indistinguibile e quasi annientata dalla natura. Struggenti le sue tipiche tele, dalle più note presenti in mostra (Le bianche scogliere di Rügen) a quelle meno frequentate (Donna sulla spiaggia di Rügen o Città al sorgere della luna).








Per quanto di grande interesse, nella sala successiva, i ritratti di Ferdinand Hodler (Ritratto di Louise Delphine Duchosal) sono le opere di Albert Anker a conquistarmi.




Sentimentale senza cadere nello zuccheroso L’asilo, con i numerosi bambini riuniti intorno al desco e ritratti in tante pose diverse – assorti, addormentati persino - mentre la giovane donna, a sua volta persa nei propri pensieri, imbocca un fanciullino. Squillante il bianco della cuffia ripreso da quello del piatto che tiene in mano.



Mirabile anche il ritratto della propria figlia Louise la figlia dell'artista il cui sguardo, vivace e consapevole, cattura l'attenzione dell'osservatore.



Chiudono la mostra due opere simboliste di Hodler Quiete della sera  e Sguardo verso l'infinito.




Commenti

Post popolari in questo blog

Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi - Basilica Palladiana Vicenza

Tra i miei pittori preferiti, attendevo con impazienza di poter visitare la mostra a lui dedicata a Vicenza e le aspettative, per quanto alte, non sono andate deluse. Affascinante la sede espositiva, la Basilica Palladiana appunto, e davvero cortese ed efficiente lo staff in servizio. È praticamente impossibile selezionare solo alcune tra le numerose opere presenti: andrebbero mostrate praticamente tutte. Il percorso di visita è suddiviso in diverse aree tematico-cronologiche che danno conto dell’evoluzione dell’artista , dagli esordi influenzati dal Secessionismo viennese – che ben conosceva – sino al declino nell’ultima fase della sua carriera. Pannelli esplicativi chiari e concisi illustrano efficacemente i vari periodi. Il Klimt di Ca’ Pesaro Giuditta II era visibile in questa mostra insieme ad un klimtiano, appunto, Casorati La Preghiera . Una frase sempre scritta da Casorati ad una amica “Non dipingo più che le immagini che vedo nei sogni “ trova confe...

L’eterna musa – L’universo femminile tra ‘800 e’ 900 al Centro Matteucci per l’arte Moderna di Viareggio

Sede espositiva forse di non grandissimo richiamo, riesce comunque a riservare piacevoli sorprese come ad esempio questa rassegna le cui 40 opere, provenienti da collezioni private, erano inedite o comunque ben poco viste. Peccato per gli orari di apertura, piuttosto ridotti e non comodissimi per chi provenga da fuori Viareggio. Ben vengano comunque iniziative di ampliamento dell’offerta espositiva di qualità. Accanto a nomi ben conosciuti ve ne erano di meno noti. Per esempio Zandomeneghi presentava un filamentoso ritratto di una fanciulletta, La guardiana di tacchini, il cui grembiule bianco pare intrappolare nel proprio tessuto la luce solare, una distesa candida interrotta solo dalla matassa di filo scuro. Tecnica molto più accademica per il più oscuro Filadelfo Simi e la sua Bice con le rose , che comunica una femminilità pacata e rassicurante nella solidità di impianto del ritratto. Lo stesso artista presenta un tipo simile, ma più malinconico o forse a disagio,...

E questa la chiami arte? 150 anni di arte moderna in un batter d'occhio - di Will Gompertz

Esposizione gradevole e chiara – caratteristica spesso comune ai saggi di autori anglosassoni – ma poco soddisfacente per chi volesse chiarirsi le idee a proposito dell’arte contemporanea. Infatti, fintanto che l’autore illustra movimenti quali Impressionismo, avanguardie storiche ecc. I motivi di valore di questi movimenti, le qualità – se non il genio – di taluni artisti vengono declinate con chiarezza, ancorché argomentate talora con una qualche superficialità. A mano a mano che ci si avvicina all’epoca contemporanea, le ragioni della grandezza degli artisti citati si fanno sempre più vaghe e ci si imbatte in frasi che in più di una occasione lasciano aperto il dubbio, non da poco, che non di arte si tratti ma di una colossale pagliacciata. Tanto vale, allora, limitarsi a citare la teoria istituzionale dell’arte di Dickie che riassunta piuttosto rozzamente definisce "opera d’arte" ciò che è definito tale da chi appartiene al mondo dell’arte: una bella definizione apodit...