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Manet, il Rinascimento e Venezia


Va bene che Venezia è una città d’acqua ma così è veramente troppo. Comunque, pioggia permettendo, ho visitato Manet. Ritorno a Venezia a Palazzo Ducale. Non ho maturato una decisione sul gradimento o meno dell’esposizione incentrata sulle influenze dei nostri maestri quattro/cinquecenteschi sull'artista francese, per quanto vedere a fianco a fianco l’Olympia e la Venere di Urbino conferma la validità del detto “un’immagine vale più di cento parole” polverizzando pagine e pagine di analisi e raffronti critici. Per il resto m’è parsa un poco sottotono presentando comunque opere famosissime (il ritratto di Zola, il Balcone, il Piffero) accanto ad esempi rinascimentali altrettanto validi; di sicuro soddisferà il pubblico più generale attratto dal nome di grande richiamo. Curiosamente, il dipinto che mi ha maggiormente emozionato non appartiene a Manet: è stato un olio su tavola di Antonello da Messina, Cristo morto sostenuto da tre angeli, precariamente conservato ma con un toccante gesto di uno degli angeli che si porta alla guancia la mano del Cristo deposto.

 

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