Passa ai contenuti principali

Manet, il Rinascimento e Venezia


Va bene che Venezia è una città d’acqua ma così è veramente troppo. Comunque, pioggia permettendo, ho visitato Manet. Ritorno a Venezia a Palazzo Ducale. Non ho maturato una decisione sul gradimento o meno dell’esposizione incentrata sulle influenze dei nostri maestri quattro/cinquecenteschi sull'artista francese, per quanto vedere a fianco a fianco l’Olympia e la Venere di Urbino conferma la validità del detto “un’immagine vale più di cento parole” polverizzando pagine e pagine di analisi e raffronti critici. Per il resto m’è parsa un poco sottotono presentando comunque opere famosissime (il ritratto di Zola, il Balcone, il Piffero) accanto ad esempi rinascimentali altrettanto validi; di sicuro soddisferà il pubblico più generale attratto dal nome di grande richiamo. Curiosamente, il dipinto che mi ha maggiormente emozionato non appartiene a Manet: è stato un olio su tavola di Antonello da Messina, Cristo morto sostenuto da tre angeli, precariamente conservato ma con un toccante gesto di uno degli angeli che si porta alla guancia la mano del Cristo deposto.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi - Basilica Palladiana Vicenza

Tra i miei pittori preferiti, attendevo con impazienza di poter visitare la mostra a lui dedicata a Vicenza e le aspettative, per quanto alte, non sono andate deluse. Affascinante la sede espositiva, la Basilica Palladiana appunto, e davvero cortese ed efficiente lo staff in servizio. È praticamente impossibile selezionare solo alcune tra le numerose opere presenti: andrebbero mostrate praticamente tutte. Il percorso di visita è suddiviso in diverse aree tematico-cronologiche che danno conto dell’evoluzione dell’artista , dagli esordi influenzati dal Secessionismo viennese – che ben conosceva – sino al declino nell’ultima fase della sua carriera. Pannelli esplicativi chiari e concisi illustrano efficacemente i vari periodi. Il Klimt di Ca’ Pesaro Giuditta II era visibile in questa mostra insieme ad un klimtiano, appunto, Casorati La Preghiera . Una frase sempre scritta da Casorati ad una amica “Non dipingo più che le immagini che vedo nei sogni “ trova confe...

E questa la chiami arte? 150 anni di arte moderna in un batter d'occhio - di Will Gompertz

Esposizione gradevole e chiara – caratteristica spesso comune ai saggi di autori anglosassoni – ma poco soddisfacente per chi volesse chiarirsi le idee a proposito dell’arte contemporanea. Infatti, fintanto che l’autore illustra movimenti quali Impressionismo, avanguardie storiche ecc. I motivi di valore di questi movimenti, le qualità – se non il genio – di taluni artisti vengono declinate con chiarezza, ancorché argomentate talora con una qualche superficialità. A mano a mano che ci si avvicina all’epoca contemporanea, le ragioni della grandezza degli artisti citati si fanno sempre più vaghe e ci si imbatte in frasi che in più di una occasione lasciano aperto il dubbio, non da poco, che non di arte si tratti ma di una colossale pagliacciata. Tanto vale, allora, limitarsi a citare la teoria istituzionale dell’arte di Dickie che riassunta piuttosto rozzamente definisce "opera d’arte" ciò che è definito tale da chi appartiene al mondo dell’arte: una bella definizione apodit...

Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles 1

All’ingresso del museo, anzi dei musei, vi è una vasta sala dalla quale si accede appunto alle varie sezioni (arte antica, moderna, Magritte, ristorante, ecc.). Vi sono esposte alcune opere tratte dalle collezioni moderne, tra le quali Le Figlie di Satana di Egide Rombaux, titolo inquietante per una imponente scultura di tre donne che richiamano vagamente le pose classiche delle Tre Grazie ma con un ambiguo sentore di lascivia e peccato (inevitabile visto il tema). Vi sono poi dipinti simbolisti di grandi dimensioni di Constant Montald: di una certa efficacia – puramente estetica – La Barque de l’Ideal per il gioco dei colori applicati alle cortecce bronzee dei tronchi degli alberi e l’argenteo fiorire dei rami. Meno convincente La Fontaine de l’Inspiration con le evanescenti figure umane che sembrano applicate a posteriori sulla tela. Vi sono anche vaghi riferimenti ai tardi Preraffaelliti in alcune di esse. Salendo alla galleria dedicata ai ma...