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L'arte del dubbio

Non ho mai letto nulla di Carofiglio, e le volte che m’è occorso di vederlo in dibattiti e occasioni televisive varie non ha riscosso le mie simpatie. Mi attirava tuttavia un’opera teatrale basata su di un libro che “nasce come manuale per gli addetti ai lavori e ha come argomento le tecniche dell’interrogatorio, ricostruite attraverso l’analisi di veri verbali processuali”. Va detto subito che non ho trovato nulla di tutto questo: articolata in vari quadri/scenette, tutti di discutibile qualità, la piece vorrebbe presentare una serie di situazioni atte a farci riflettere sulla “verità” ma se veramente la fonte originale è un “best-seller che molti hanno letto come una raccolta di racconti, appassionandosi ai dialoghi, alle storie e ai personaggi; ma anche alle indicazioni di tattica e di strategia processuale che inducono a riflettere sui rapporti tra linguaggio, persuasione e verità” non è assolutamente vero che “tutto questo, trova la via del palcoscenico grazie all’adattamento del drammaturgo Stefano Massini, alla messa in scena di Sergio Fantoni e all’interpretazione di Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani”. Vestiti come personaggi delle comiche d’antan gli attori hanno dato vita a scenette veramente di scarso spessore e tranne un paio di esempi tratti da veri interrogatori che ne hanno dato un rapido, superficialissimo assaggio il resto è scivolato via tra noia e disinteresse.

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