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Lo spettacolo di una mostra


Ingresso privilegiato alla presentazione-spettacolo di Van Gogh e il viaggio di Gauguin, mostra in programma dal prossimo mese di novembre: lunghissimi serpentoni agli ingressi del Teatro Stabile sono stati aggirati – non senza provare un certo senso di colpa – grazie ad un posto riservato cui ho avuto modo di accedere. Una volta di più gli 'addetti ai lavori' locali si sono rivelati incapaci di rispondere alla forte domanda di cultura che questa sonnolenta città riesce comunque ad esprimere. Ma, tornando alla presentazione (la prima del genere cui mi sia occorso di assistere) devo ammettere di non essere riuscito a maturare una opinione ben precisa su quanto mi sia piaciuta. Si trattava, in termini magari eccessivamente semplicistici, di intermezzi musicali e recitati innestati nella presentazione delle tele che verranno esposte. La prima uscita degli attori – peraltro, non eccelsi – m'è parsa un po' troppo “a freddo”, cronologicamente sbagliata e pertanto inadatta ad introdurre il tema della serata. Il racconto della mostra da parte del curatore/regista è stato indubbiamente interessante ma troppo virata verso lo spirituale trascendente: avrei preferito una esposizione più tecnica, con le motivazioni storico-stilistiche dietro la scelta delle opere o il racconto dei contatti con le istituzioni e collezionisti che hanno prestato le tele (una sorta di 'dietro le quinte' o come usa dire oggigiorno il making of della mostra. Gradevoli le musiche originali, eseguite da un trio atipico (flauto/violoncello/fisarmonica) e da un piccolo ensemble, l'Orchestra Filarmonia Veneta

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