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Cartellone teatrale 1


Non pago dello scarso feeling col Balzac romanziere, ho deciso di far aprire al Balzac commediografo la mia stagione (da spettatore, s’intende) al Teatro Stabile. In cartellone era previsto Mercadet (L'affarista) spettacolo del quale avevo letto recensioni positive. La mia non lo è altrettanto anche se il giudizio non è completamente negativo. Il primo atto risente della verbosità balzacchiana (e mi è capitato di sentire dei vicini confessare di essersi arresi all'abbiocco) mentre i seguenti acquistano una dimensione farsesca che, pur imprimendo maggior dinamismo allo spettacolo, cancellano gli intenti di critica sociale che dovrebbero essere contenuti nella commedia. In realtà, Mercadet finisce per risultare simpatico con la fertile inventiva sfoggiata per trarsi d'impaccio essendo perennemente sull'orlo della bancarotta, e anche gli  sporadici accenni alla contemporaneità (col ritorno del malcontento generale per l’enorme disparità sociale) non credo riescano a suscitare scintille di indignazione andando così perduti nel flusso della recitazione. Un protagonista ipercinetico e sopra le righe; l'utilizzo di maschere per alcuni personaggi (che forse dovrebbero simboleggiare la finzione dietro la quale molti vivono ma che ho trovato avessero un effetto straniante); una scenografia soffocante fatta di mobili (pignorati) che non muta quasi per tutto il tempo ed una recitazione non brillante dei co-protagonisti appesantiscono una piece che, con un regista diverso, avrebbe forse potuto essere più godibile

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