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Se Maometto non va alla montagna …

Fra le molte collezioni d’arte sparse per il mondo che mi riprometto di visitare l’Ermitage non è la più distante o disagevole ma, complice anche uno scarso interesse per la nazione che la ospita, non mi sono mai deciso a concretizzare il proposito, e temo che tale resterà anche per il futuro.  Capita dunque più che a proposito l’occasione di vedere un piccolissimo frammento di Ermitage a Torino attraverso la mostra  Da Poussin agli impressionisti. Tre secoli di pittura francese dall’Ermitage  allestita a Torino, Palazzo Madama ( http://www.palazzomadamatorino.it/it/eventi-e-mostre/da-poussin-agli-impressionisti-tre-secoli-di-pittura-francese-dall%E2%80%99ermitage . Sappiamo dai libri di Tolstoj che l’aristocrazia parlava francese e magari ignorava il russo, e reminiscenze scolastiche fanno emergere dalle brume della memoria la figura di Pietro il Grande il modernizzatore, che fondò appunto San Pietroburgo e destò non poco interesse tra gli Illuministi. La qu...

Due dipinti da “Matisse e il suo tempo” (Palazzo Chiablese, Torino)

Albert Marquet, "Donna bionda" 1919 Il corpo della donna sembra appartenere alla decorazione del tessuto alle sue spalle, un fiore come quelli stampati, i colori dei quali vengono ripresi dallo scarlatto delle labbra serrate e dal verde della collana e orecchini di cui è solamente “vestita” mentre le corolle trovano la loro replica nella forma dei capezzoli. La fisicità della modella di Marquet, per quanto algida e scostante, freddezza accresciuta dai toni con cui è dipinto il corpo, viene ribaltata in Derain: la donna ha capelli neri e carni olivastre senza però trasmettere calore o sensualità: anche in questo caso la modella dirige il proprio sguardo lontano da chi osserva, verso un punto indefinito, e compie un movimento, un ritrarsi che ci allontana ulteriormente da lei, vanificando ogni tentativo di contatto André Derain, "Nudo davanti a una tenda verde" 1923

Il Post Impressionismo a Verona

Alcuni dipinti che mi hanno particolarmente interessato o colpito durante la visita a Verona della mostra Seurat-Van Gogh-Mondrian. Il Post Impressionismo in Europa ospitata al Palazzo della Gran Guardia dal 28 ottobre 2015 al 13 marzo 2016. Di Theo van Rysselberghe Famiglia in Giardino 1890 La figura femminile in piedi richiama la rigidità delle figure rappresentate nella Grande Jatte di Seurat. audace lo scorcio di un soggetto seduto quasi completamente celato dal tronco di un albero sul quale vengono riprodotte efficacemente le chiazze di luce generate dal movimento del fogliame. Analogo effetto sugli abiti delle donne raccolte intorno ad un tavolino con un magnifico alternarsi e fondersi di colori, in particolare le due figure in primo piano tutte giocate sul reciproco contrasto: bruna/bionda, con e senza cappellino, piegata in avanti/reclinata all’indietro, operosa/oziosa, i colori degli abiti (azzurro con punti di color rosa e viceversa).  Di gran qualità anche...
Château de Chillon on Lake Geneva, Switzerland

TEATRO NEL TEATRO

A latere dell’avvio della stagione teatrale dello Stabile locale, una notazione “sociologica”: parrebbe che gli spettacoli di prosa siano diventati una forma di attività culturale popolare ma forse, se mi si passa la forzatura, sarebbe più corretto dire ‘popolana’. La rappresentazione cui ho assistito era particolarmente affollata e si è ripetuto, amplificato, il rito dell’elaborata ricerca dei posti assegnati, che ogni volta tiene a lungo impegnati gli spettatori. Pare, però, che ultimamente i cercatori abbiano sviluppato una tecnica più raffinata: dividono in settori il campo di ricerca leggendo ad alta voce la numerazione di ogni fila e di ogni singolo posto; il primo a risultare vittorioso in questa ricerca prorompe in urla belluine e gesticolando scompostamente attira l’attenzione degli altri esploratori (oltre che dell’intera platea). Inutile dire che viene di solito fatta alzare l’intera fila di persone già sedute per fare accomodare i nuovi arrivati che sistematicamente non ...
Van Gogh e la magia della Natura in mostra a Milano http://espresso.repubblica.it/foto/2014/09/26/galleria/van-gogh-e-la-magia-della-natura-in-mostra-a-milano-1.181872#1

TORINO

Scarsamente profittevole la visita alla GAM di Torino, che ha deciso di raccogliere le opere presenti nella propria collezione permanente non cronologicamente (criterio banale ma, a mio avviso, sempre efficace) ma raccogliendole sotto quattro grandi “etichette” (quali ad es ‘etica’ o ‘velocità’) che mi hanno lasciato alquanto perplesso. Risulta particolarmente evidente nelle prime sale, ove sono esposte quasi esclusivamente opere contemporanee, l’affannarsi dei curatori esplicitato nei pannelli informativi nel cercare appunto agganci con la suddetta “etichettatura”. Se si pensa che una delle opere consisteva in frasi scritte con pennarello sulle panche a disposizione dei visitatori nelle sale, l’ormai consueta domanda “ma questa è arte?” ha cercato una volta di più - e infruttuosamente -una risposta. Mi sono parzialmente risollevato, proseguendo la visita, non tanto coi dipinti scapigliati di Tranquillo Cremona o l’ennesima bella dama ritratta da Boldini   quanto piuttosto ammira...